Kimi Antonelli è campione del mondo di Formula 1 e nessuno, prima di lui, ci era riuscito così giovane. Domenica, nel Gran Premio di Città del Messico, il pilota bolognese della Mercedes ha chiuso al terzo posto, alle spalle di Max Verstappen (Red Bull) e Lewis Hamilton (Ferrari). Il risultato gli è bastato per conquistare matematicamente il titolo a 20 anni e 68 giorni, con quattro gare ancora da disputare. Antonelli cancella così il primato di Sebastian Vettel, campione nel 2010 a 23 anni, e diventa il primo italiano iridato dai tempi di Alberto Ascari, nel 1953.
- Antonelli è campione del mondo di F1 a 20 anni e 68 giorni, il più giovane di sempre.
- Il precedente record apparteneva a Sebastian Vettel, campione a 23 anni nel 2010.
- È il primo pilota italiano a vincere il Mondiale dopo Alberto Ascari nel 1953.
- In classifica Antonelli ha 380 punti, contro i 261 di Verstappen e i 259 di Hamilton.
Un weekend iniziato in salita, tra malattia e qualifiche
La vigilia messicana non era stata delle più semplici. Antonelli si era ammalato prima del fine settimana di gara ed era stato costretto a saltare la giornata dedicata ai media del giovedì. In qualifica, il sabato, la pole position era andata a Hamilton, mentre il pilota Mercedes sarebbe partito dalla quarta casella.
I conti, però, erano chiari: per chiudere la partita già in Messico, indipendentemente dai risultati degli avversari, ad Antonelli bastava arrivare almeno nono. Una soglia che rende l’idea della distanza scavata in classifica nel corso della stagione.
La gara: Verstappen vince, Hamilton perde la testa al quarto giro
Al via le cose si sono complicate soprattutto in casa Ferrari. Al quarto giro Hamilton ha perso la leadership mentre lottava con il compagno di squadra Charles Leclerc. Ne ha approfittato Verstappen, che si è preso la vittoria: per il quattro volte campione del mondo è il sesto successo a Città del Messico. «Il Gran Premio del “Max-ico” sarebbe un bel nome», ha scherzato l’olandese. «Amo la città e i tifosi, ma non ho idea del perché l’abbia vinto sei volte. Qui per me tutto si incastra sempre».
La corsa è stata interrotta da una bandiera rossa intorno al 45° giro, dopo un incidente di Valtteri Bottas. Per Antonelli, comunque, è stata una gara relativamente lineare, chiusa con il sedicesimo podio stagionale. Alle sue spalle Leclerc quarto, poi Lando Norris, campione uscente con la McLaren, quinto, e l’altro pilota Mercedes George Russell sesto.
Hamilton, secondo, non ha nascosto il fastidio: «Credo che avessimo il passo per vincere, ma non doveva andare così. Dovremo fare discorsi seri dietro le quinte».
«Credo di aver perso due secondi perché non vedevo davanti a me, mi sembrava di vedere due Ferrari», ha raccontato Antonelli dell’ultimo giro.
Le lacrime con la famiglia e l’omaggio della stampa mondiale
Sceso dall’auto, il neocampione è stato abbracciato dai genitori e dalla sorella minore, poi travolto dai suoi meccanici. «Sto ancora cercando di capire cosa sia appena successo. Quando lavori così duramente e alla fine ce la fai, è davvero speciale», ha detto. E ancora: «È stata una stagione incredibile, e condividere questo podio con Max e Lewis è fantastico. Spero in altre battaglie in futuro».
I giornali stranieri hanno celebrato l’impresa con toni entusiasti. L’Équipe ha titolato «L’avvento», descrivendolo come un «eterno Peter Pan» che «possiede già i riflessi di un campione». Le Figaro ha parlato di «incoronazione di un prodigio di precocità», mentre la spagnola Marca ha scritto in italiano «Bravissimo Kimi». Per la BBC il titolo è «un’incredibile ventata di aria fresca per la Formula 1». Molti osservatori hanno sottolineato lo strapotere della Mercedes, riconoscendo però al bolognese il merito di averla sfruttata con la condotta di un veterano.
Per l’automobilismo italiano si chiude un digiuno lungo 73 anni: l’ultimo titolo piloti tricolore risaliva ad Ascari.
In Italia l’entusiasmo ha preso molte forme. Il Corriere ha dedicato una doppia pagina ai complimenti di Valentino Rossi e Vasco Rossi, mentre Fiorello ha aperto la sua «La Pennicanza» rivendicando, tra il serio e il faceto, di essere stato tra i primi a intervistarlo.
Cosa resta della stagione: Brasile, Las Vegas e un finale incerto
Con il titolo piloti assegnato, la lotta si sposta sul secondo posto: Verstappen ha superato Hamilton per appena due punti. Il calendario prevede ora le tappe in Brasile e a Las Vegas, mentre le ultime due gare sono in programma in Qatar e ad Abu Dhabi. Su queste ultime, però, pesa l’incertezza legata all’instabilità geopolitica della regione: al momento non è chiaro se entrambe si correranno come previsto. Per Antonelli, in ogni caso, le gare che restano sono un’occasione per correre senza la pressione della classifica.































