Le fotografie che mostrano Jeff Bezos con una capigliatura folta e apparentemente fresca di trapianto sono false. Le immagini del fondatore di Amazon, noto per la testa rasata, si sono diffuse su X, Threads e Bluesky insieme a scatti simili dell’attore Jason Statham, anche lui calvo. Diversi utenti hanno sostenuto, o hanno creduto, che i due si fossero sottoposti a un intervento di trapianto. Una semplice ricerca inversa per immagini basta però a smentire la notizia: si tratta di versioni ritoccate di fotografie autentiche, nelle quali sia Bezos sia Statham appaiono senza capelli.
- Le foto di Jeff Bezos e Jason Statham con i capelli, diffuse su X, Threads e Bluesky, sono state manipolate.
- Secondo Il Fatto, l’originale di Bezos è uno scatto pubblicato dal New York Post nella sezione Page Six il 20 dicembre 2023.
- Le immagini originali di Statham sono state realizzate da un paparazzo nel 2011.
- The Verge non ha trovato marcatori Content Credentials o SynthID nelle immagini analizzate.
Sui social nasce il sospetto di un capriccio di Lauren Sánchez
Secondo Il Fatto, la foto di Bezos ha fatto in poche ore il giro dei social, provocando incredulità e alimentando il sospetto che l’improvvisa trasformazione fosse l’ultimo, costoso capriccio della moglie Lauren Sánchez. Il sito americano The Verge riferisce che non è chiaro quanto i post siano diventati virali, ma che erano abbastanza diffusi da comparire nei feed di diversi membri della sua redazione.
Dietro il clamore non c’è alcun intervento chirurgico: nessuna testata accreditata ha mai riportato la notizia di un trapianto.
Il Fatto aggiunge che anche le apparizioni pubbliche più recenti del miliardario lo ritraggono con il suo consueto aspetto.
Una ricerca inversa per immagini svela gli scatti originali
Per smascherare il falso sono bastati pochi minuti. The Verge ha sottoposto le foto allo strumento di ricerca inversa per immagini di Google. Nel caso di Bezos sono emerse fotografie con lo stesso sfondo e lo stesso identico abbigliamento, ma senza capelli, corredate da un credito fotografico con filigrana; risalendo a quel credito si è arrivati agli scatti originali non alterati, realizzati nel 2023. Il Fatto precisa che l’originale è stato pubblicato dal New York Post, nella sezione Page Six, il 20 dicembre 2023: abiti, postura e sfondo coincidono perfettamente. Per Statham la verifica è stata ancora più rapida, perché la ricerca ha subito restituito le versioni con filigrana delle foto originali, scattate da un paparazzo nel 2011.
L’origine delle manipolazioni resta incerta
Sul metodo usato per creare i falsi le due fonti divergono. Il Fatto parla di un’alterazione digitale generata dall’intelligenza artificiale con l’unico scopo di raccogliere clic e interazioni. The Verge è più cauto: non è possibile stabilire se siano stati usati strumenti di IA, dato che nessuna delle immagini testate ha rivelato marcatori Content Credentials o SynthID. Allo stesso modo non si sa con certezza quando le foto siano state pubblicate per la prima volta né chi le abbia realizzate.
Gli indizi che rendono il trapianto inverosimile
The Verge elenca anche altri segnali. Il trapianto richiede una quantità sufficiente di capelli “donatori” prelevati dalla nuca e dai lati della testa, condizione che rende Bezos e Statham candidati probabilmente irrealistici. Il prelievo da altre zone del corpo, o da altre persone, è tecnicamente possibile ma rarissimo, per via di risultati poco soddisfacenti e del rischio di rigetto. Inoltre chi si sottopone all’intervento presenta di solito un evidente gonfiore del viso nella prima settimana, del tutto assente nelle immagini di Bezos.
Un fenomeno che l’intelligenza artificiale rende più semplice
Secondo The Verge, gli strumenti di IA generativa hanno reso questo tipo di manipolazioni più accessibili e convincenti, mentre i sistemi di etichettatura dei social network faticano a segnalarle. Il sito ricorda precedenti come la foto virale del Papa in abiti alla moda e le recenti immagini di celebrità come Callum Turner, Harry Styles e Noah Schnapp, ritoccate per mostrarli a torso nudo. Contenuti di questo tipo, osserva la testata, sono pensati per accumulare like e condivisioni, e chi ne ricava guadagni non smetterà presto di produrli.
Gran parte dei ritocchi più convincenti, con o senza IA, parte da fotografie reali: rintracciare l’originale resta il modo più efficace per verificarle.































