La FIFA, la Fédération Internationale de Football Association con sede a Zurigo, è l’organo di governo del calcio mondiale e gestisce i tornei più redditizi dello sport pianeta sotto la presidenza di Gianni Infantino, in carica dal 2016. La stabilità del suo gruppo dirigente è stata travolta da una spaccatura interna: il direttore operativo Kevin Lamour e il senior advisor Carlos Cordeiro si sono scagliati apertamente contro il presidente. Al centro dello scontro c’è il controverso piano di Infantino per cedere a fondi di private equity quote delle future entrate commerciali dei Mondiali, un’operazione che Lamour ha definito un progetto personale fondato sull’inganno verso lo staff.
- Il direttore operativo Kevin Lamour accusa Gianni Infantino di aver ingannato il personale della FIFA sulla vendita dei diritti dei Mondiali.
- Il senior advisor Carlos Cordeiro si è dimesso spiegando che cedere asset strategici a privati è un errore finanziario.
- La proposta valuta la filiale commerciale 20 miliardi di dollari e prevede la vendita del 20% per raccogliere 4,2 miliardi.
Le dimissioni di Carlos Cordeiro aprono lo scontro economico
La crisi interna è esplosa con le dimissioni di Carlos Cordeiro, ex banchiere di Goldman Sachs ed ex presidente della federazione calcistica statunitense, che ricopriva il ruolo di consigliere senior di Infantino. Cordeiro ha dichiarato di non poter rimanere a guardare mentre la FIFA valuta la cessione di una quota della Coppa del Mondo, confermando di non essere stato coinvolto nelle trattative con un fondo d’investimento di New York fondato da Joshua Kushner.
Il piano contestato prevede la creazione di una controllata commerciale da 20 miliardi di dollari (circa 18,5 miliardi di euro) per la gestione delle competizioni maschili e femminili, cedendone il 20% a investitori privati per un incasso di 4,2 miliardi di dollari (circa 3,9 miliardi di euro). Cordeiro ha sottolineato l’illogicità finanziaria dell’operazione, ricordando che l’organismo internazionale vanta miliardi di riserve, zero debiti e ha generato 15 miliardi di dollari (circa 13,9 miliardi di euro) di ricavi nell’ultimo quadriennio legato alla Coppa del Mondo. Secondo il dirigente dimissionario, l’accordo equivale a ipotecare il futuro del calcio senza alcuna reale giustificazione.
Kevin Lamour rifiuta la linea della presidenza e rischia il licenziamento
A poche ore dalle dimissioni di Cordeiro, anche il direttore operativo della FIFA, il francese Kevin Lamour, ha espresso una posizione di fortissima rottura. Lamour, collaboratore storico di Infantino dai tempi della UEFA e parte del suo entourage sin dalla campagna elettorale del 2016, ha affermato in una nota alla stampa che il personale della federazione è stato ingannato dalla mancanza di trasparenza del presidente durante i mesi di pianificazione.
«È il progetto di una sola persona. Non solo questo progetto non deve andare avanti, ma è giunto il momento che i leader politici del calcio si pongano le domande giuste», ha dichiarato Lamour.
Pur non avendo rassegnato le dimissioni dalla carica che ricopre dal 2024, Lamour si è detto pronto ad accettare qualsiasi conseguenza formale, compreso il licenziamento, pur di difendere le proprie convinzioni e il lavoro dei colleghi di fronte a quello che ha definito un clima di intimidazione.
L’impatto politico sui vertici del calcio e sulle prossime elezioni
Per l’architettura istituzionale della FIFA, una protesta pubblica di questo livello rappresenta uno sviluppo di eccezionale gravità. La struttura dell’organismo internazionale si basa storicamente sul consenso delle federazioni affiliate, alle quali la presidenza propone contributi straordinari fino a 20 milioni di dollari (circa 18,5 milioni di euro) entro la scadenza del 19 settembre nell’ambito dei nuovi progetti finanziari.
Questa spaccatura ai vertici si somma alla netta opposizione già manifestata da importanti confederazioni continentali come la UEFA, la AFC e la CONCACAF. La pressione politica su Infantino aumenta in un momento delicato per la governance dell’associazione: mentre la scadenza per la presentazione di candidature alternative alla presidenza è fissata per il 18 novembre, le elezioni si terranno il prossimo marzo. Questo scontro interno potrebbe quindi incrinare una leadership che fino a poche settimane fa appariva priva di rivali.
Ritenete che la vendita di quote commerciali ai fondi privati rischi di compromettere il futuro del calcio mondiale? Scriveteci la vostra opinione nei commenti.




























