Gianni Infantino è dal 2016 alla guida della FIFA, la federazione internazionale che governa il calcio mondiale e coordina 211 associazioni nazionali. Il dirigente svizzero-italiano si trova ora ad affrontare una delle fasi più complesse del suo mandato, culminata con la convocazione di una riunione d’emergenza mercoledì a Salé, in Marocco. L’incontro ai vertici dell’organizzazione è stato indetto per cercare di consolidare la sua posizione dopo il fallimento del piano commerciale per la cessione di una quota dei diritti dei Mondiali, ritirato a seguito delle durissime contestazioni sollevate dalle confederazioni e dai suoi stessi collaboratori.
- Gianni Infantino ha convocato un vertice di crisi in Marocco dopo la cancellazione del piano di vendita dei diritti commerciali.
- La proposta prevedeva la cessione del 20% di una nuova società per 4,2 miliardi di dollari (circa 3,8 miliardi di euro).
- L’UEFA ha inviato una lettera formale per la conservazione dei documenti e diverse confederazioni chiedono un cambio al vertice.
Un piano finanziario contestato da federazioni e dirigenti
La crisi è esplosa dopo la presentazione di una proposta che prevedeva la vendita del 20% di un nuovo ente per i diritti commerciali del torneo a investitori privati, con l’obiettivo di raccogliere 4,2 miliardi di dollari (circa 3,8 miliardi di euro). Il piano prometteva un dividendo compreso tra 20 e 40 milioni di dollari (circa 18-37 milioni di euro) a ciascuna federazione nazionale che lo avesse sostenuto. A sollevare forti perplessità è stato anche il coinvolgimento di una società legata alla famiglia del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Sebbene Infantino abbia fatto marcia indietro lo scorso venerdì, la decisione non ha placato gli oppositori. Nel sistema di voto della FIFA, la voce di piccole federazioni come San Marino conta quanto quella di nazioni pluricampioni del mondo come Brasile o Germania. Questo meccanismo ha storicamente garantito ampi consensi al presidente tra le associazioni minori, ma l’ampiezza dell’ultimo scontro ha incrinato i rapporti con i principali blocchi continentali.
L’opposizione interna e la frattura con l’UEFA
L’UEFA, la confederazione europea, ha espresso la totale mancanza di fiducia nella leadership di Infantino, accusandolo di aver compromesso lo spirito del gioco. L’ente europeo ha confermato di aver inviato alla FIFA una lettera formale per la conservazione dei documenti.
Diversi alti funzionari interni alla FIFA hanno preso le distanze dal progetto, definendolo un’iniziativa personale gestita in modo ingannevole.
Anche all’interno della struttura operativa della FIFA sono emerse forti tensioni. Il segretario generale Mattias Grafström ha inviato una nota interna allo staff rammaricandosi per la serie di eventi che ha portato all’abbandono definitivo del progetto. Il responsabile delle operazioni Kevin Lamour ha dichiarato che il personale è stato ingannato, mentre il consigliere senior Carlos Cordeiro si è dimesso. Arsène Wenger, responsabile dello sviluppo globale del calcio per la FIFA, ha chiarito di non aver partecipato alla stesura della proposta e ha definito il suo ritiro una scelta assolutamente necessaria.
Uno scenario incerto verso le elezioni di marzo
Il vertice organizzato presso la sede africana della FIFA a Salé ha lo scopo di arginare la spinta verso un’eventuale sfiducia. Secondo le norme statutarie, un Congresso Straordinario può essere convocato se richiesto per iscritto da almeno 43 federazioni membro. Confederazioni come l’UEFA, la CONCACAF e la confederazione asiatica (AFC) starebbero valutando azioni per spingere alle dimissioni il presidente, arrivando a ipotizzare la paralisi delle attività ordinarie.
Tuttavia, il fronte non appare del tutto omogeneo. Federazioni come quelle di Qatar, Kuwait, Libano, Sri Lanka e Indonesia hanno confermato il proprio sostegno a Infantino, così come l’associazione marocchina. Inoltre, in vista del Congresso elettivo in programma a marzo in Marocco, non è ancora emerso un candidato alternativo ufficiale. Il presidente della federazione giordana, il principe Ali bin Hussein, ha escluso qualsiasi appoggio a Infantino, accusando la gestione attuale di pressioni improprie sulle federazioni.
Ritenete che la leadership di Gianni Infantino alla guida della FIFA possa superare questa crisi istituzionale? Condividete la vostra opinione nei commenti.




























