È scattata la scadenza del 31 luglio 2026 fissata dall’Unione Europea per il recepimento della direttiva sul diritto alla riparazione nei ventisette Stati membri. Il provvedimento stabilisce che i fabbricanti debbano offrire servizi di assistenza per i propri prodotti a prezzi ragionevoli e in tempi accettabili, garantendo la riparabilità anche al di fuori del periodo di garanzia legale. L’obiettivo della misura europea è combattere l’obsolescenza programmata, ossia la tendenza a progettare dispositivi destinati a durare poco per incentivarne la sostituzione con nuovi modelli.
- I produttori dovranno fornire ricambi originali e manuali tecnici a prezzi e tempi ragionevoli.
- La riparazione di un prodotto ancora in garanzia concede un estensione di un anno ulteriore.
- Per i marchi extra-UE, l’obbligo della riparazione ricade su importatori e distributori.
- In Italia il termine per il decreto di modifica del Codice del consumo è stato prorogato di tre mesi.
Le regole per elettrodomestici, smartphone e mobilità elettrica
Le disposizioni approvate a livello comunitario riguardano grandi elettrodomestici da casa come lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie e frigoriferi, ma anche prodotti tecnologici tra cui smartphone, tablet, server, biciclette elettriche e monopattini elettrici. I produttori saranno tenuti a pubblicare gratuitamente i manuali tecnici di riparazione e a mettere a disposizione dei centri assistenza indipendenti i pezzi di ricambio originali con listini chiari.
Chi sceglie di riparare un dispositivo durante il periodo di garanzia legale riceverà un anno aggiuntivo di copertura sul bene.
Nel caso dei marchi provenienti da Paesi extra-UE, le responsabilità di assistenza e fornitura dei ricambi si trasferiscono sui distributori e sugli importatori operanti nel mercato unico. Come sottolineato dagli esperti del settore ambientale, la misura punta a superare i principali ostacoli lamentati dai consumatori, spesso scoraggiati dai costi elevati della manutenzione rispetto all’acquisto di un prodotto nuovo.
L’iter di recepimento in Italia e le tutele per le imprese
L’entrata in vigore del termine europeo rappresenta una tappa procedurale che richiede il recepimento diretto da parte delle singole nazioni. In Italia, la scadenza per l’emanazione del decreto legislativo che adeguerà il Codice del consumo ha ottenuto una proroga di ulteriori tre mesi. La bozza attuale prevede la tutela per tutti i contratti sottoscritti a partire dall’entrata in vigore del testo.
Per agevolare il tessuto produttivo, la commissione Industria del Senato ha suggerito di valutare un periodo transitorio per permettere alle piccole e medie imprese di adeguarsi ai nuovi obblighi organizzativi. Le direttive comunitarie impongono infatti un risultato vincolante per gli Stati, ma la loro concreta attuazione dipende dalla tempestività dei decreti attuativi nazionali.
Piattaforma unica per i riparatori e prossimi passi europei
Entro il 31 luglio 2027 sarà lanciata una piattaforma database online che censirà i riparatori autorizzati e le realtà comunitarie come i Repair Cafè.
Il pacchetto europeo sulla sostenibilità dei prodotti tecnologici proseguirà nei prossimi anni con ulteriori normative dedicate. Tra queste figura la disciplina sulle batterie facilmente rimovibili e sostituibili negli apparati elettronici, concepita per completare il quadro normativo volto a ridurre il volume complessivo dei rifiuti elettronici nell’Unione.
Vi è mai capitato di dover rinunciare alla riparazione di un elettrodomestico per i costi eccessivi del ricambio? Raccontateci la vostra esperienza nei commenti.




























