Per gli appassionati del cinema horror più estremo, il nome del regista americano Eli Roth richiama da anni titoli di culto come Cabin Fever e Hostel. Il cineasta torna sul grande schermo con Ice Cream Man, un lungometraggio della durata di un’ora e 26 minuti nato da un’idea concepita oltre vent’anni fa. A fronte del rifiuto dei principali studios cinematografici di produrre un’opera caratterizzata da un’estrema violenza grafica, Roth ha scelto di distribuire il film in modo del tutto indipendente attraverso la propria etichetta, The Horror Section, lanciando la pellicola senza alcuna classificazione censoria ufficiale.
- Il film è diretto da Eli Roth e distribuito senza classificazione per fasce d’età tramite la sua etichetta The Horror Section.
- L’attore canadese Ari Millen interpreta il silenzioso gelataio che trasforma i bambini di una cittadina in creature omicide.
- Il trucco e le protesi della pellicola sono stati curati da Steve Newburn e dal premio Oscar Adrien Morot.
Un’ambientazione idilliaca sconvolta dalla violenza
La vicenda si svolge nella fittizia cittadina americana di Bayleen Bay. L’atmosfera idilliaca del paese viene interrotta dall’arrivo di un furgoncino dei gelati, annunciato da una classica canzoncina festosa. Alla guida si trova un enigmatico e sorridente venditore, interpretato dall’attore canadese Ari Millen in una recitazione priva di dialoghi. Il gelataio distribuisce campioni gratuiti ai bambini del posto, ma i dolci si rivelano essere infusi di una forza demoniaca. In breve tempo, i ragazzini sotto i 12 anni si trasformano in creature spietate, riconoscibili dalle labbra visibilmente macchiate di gelato.
I giovani protagonisti scatenano una sanguinosa ferocia contro genitori e insegnanti, impiegando attrezzi da lavoro, seghetti e utensili da giardino per massacrare gli adulti della città.
Effetti speciali e vendetta nel passato della cittadina
L’origine della carneficina risiede in una storia di vendetta raccontata nel film dal sacerdote locale, interpretato da Benjamin Byron Davis. Un tempo vittima di bullismo da parte degli abitanti della cittadina, il gelataio torna da adulto per rivalersi sui suoi antichi aguzzini armando proprio i loro figli. Nel cast figura anche lo stesso Eli Roth nel ruolo di uno dei padri travolti dalla furia dei ragazzi. Tra le sequenze più crude si susseguono mutilazioni, decapitazioni e la macabra estrazione del cervello del preside scolastico.
Il comparto visivo del film fa perno sull’operato del reparto trucco e protesi prostetiche, guidato da Steve Newburn e da Adrien Morot, già vincitore del premio Oscar per il suo lavoro in The Whale. La produzione combina tecniche pratiche ed effetti digitali per dare forma alle molteplici scene di smembramento che caratterizzano la pellicola.
Autonomia distributiva e confini del genere horror
La decisione di fondare una propria casa di distribuzione per pubblicare Ice Cream Man senza il visto di censura standard evidenzia le dinamiche attuali del cinema di genere. Questo modello permette ai filmmaker di evitare i tagli richiesti dai grandi marchi commerciali, garantendo la fruizione integrale delle opere a un pubblico mirato di appassionati. Questo approccio implica tuttavia una diffusione limitata ai canali indipendenti, puntando sul valore della provocazione visiva più che su un’ampia distribuzione nelle sale tradizionali.
Qual è la vostra opinione sulla scelta di distribuire film horror estremi fuori dai circuiti commerciali tradizionali? Sarete curiosi di vedere questa nuova opera di Eli Roth?




























