Durante la fiera Gen Con, la casa editrice Wizards of the Coast ha svelato una svolta strategica per Dungeons & Dragons attraverso l’introduzione dell’iniziativa “Mondi Altrove” (Universes Beyond). Il progetto integrerà mondi di altre proprietà intellettuali nel celebre gioco di ruolo da tavolo, a partire dal 17 novembre con l’uscita dell’espansione dedicata a World of Warcraft, seguita nel 2027 da un set ambientato nell’universo di Star Wars durante l’epoca della Ribellione. La scelta ricalca un modello già sperimentato con successo sul gioco di carte Magic: The Gathering, ma accende discussioni tra gli appassionati.
- Il 17 novembre debutta l’espansione ufficiale su World of Warcraft, seguita nel 2027 da Star Wars.
- Il nuovo manuale include regole per 11 specie e 13 classi dell’universo di Azeroth.
- I giocatori si dividono tra chi teme lo snaturamento del gioco e chi apprezza il rinnovamento.
Le parole dei dirigenti e la collaborazione con Blizzard
La convergenza tra due storici colossi del fantastico è stata presentata dai vertici delle aziende coinvolte come un’unione naturale. Holly Longdale, produttrice esecutiva e vicepresidente di World of Warcraft presso Blizzard Entertainment, ha commentato la collaborazione evidenziando la filosofia comune alle due ambientazioni:
«’World of Warcraft’ e ‘Dungeons & Dragons’ si basano entrambi su un’idea potente: dare ai giocatori un mondo ricco di possibilità, e poi lasciare che facciano propria la storia», ha dichiarato Longdale.
Nel manuale in arrivo a novembre verranno adattati elementi celebri dell’MMO di Blizzard: dai tabelloni dedicati alla Rocca della Corona di Ghiaccio (Icecrown Citadel) alle regole per utilizzare 13 classi e 11 specie giocabili, fino a nuove opzioni come i cacciatori di demoni per i ranger o i domini d’ombra per i chierici. Dal canto loro, i rappresentanti di Wizards of the Coast hanno precisato che i Mondi Altrove saranno limitati a «collaborazioni selezionate con cura per offrire nuovi modi e nuovi mondi per giocare».
La voce dei giocatori tra timori e aperture
Le reazioni del pubblico di fronte all’apertura del multiverso non sono state unanimi. Diversi appassionati della prima ora vedono nell’operazione un potenziale elemento di disturbo per la continuità dell’esperienza di gioco.
«Sono stufo di questi crossover», ha spiegato Davide, giocatore di D&D da diversi anni, esprimendo le perplessità di parte della comunità.
Un’analisi più dettagliata delle possibili conseguenze arriva da Giovanni, che veste i panni del Dungeon Master da quasi dieci anni e teme che le risorse della casa editrice possano venire dirottate eccessivamente sui marchi in licenza:
«Se l’80% delle risorse della Wizards of the Coast iniziasse a essere investito negli Universes Beyond, in modo simile a Magic, allora D&D ne risentirebbe. Si rischia la stagnazione dell’esperienza di gioco principale», ha avvertito.
Al contrario, Roberto, che calca i tavoli di gioco da oltre trent’anni, considera l’apertura ai Mondi Altrove come una risposta efficace per attrarre nuovo pubblico e dare nuova linfa a un sistema che ha ormai cinquant’anni di storia.
Equilibri di mercato e il richiamo alla tradizione
L’introduzione dei Mondi Altrove riflette le dinamiche commerciali della casa madre Hasbro, che mira a replicare su Dungeons & Dragons i forti utili ottenuti da Magic grazie ai crossover con franchise popolari come Il Signore degli Anelli o la Marvel. Nei giochi di ruolo da tavolo tradizionali, dove la narrazione condivisa e l’uso dei dadi costituiscono il cuore dell’esperienza, l’arrivo di universi narrativi precostruiti rappresenta sia un’opportunità di espansione aziendale sia una sfida di identità.
Per rassicurare la comunità storica, Wizards of the Coast ha contestualmente annunciato il ritorno di Dark Sun, una delle ambientazioni più cupe della saga, e l’iniziativa “D&D Icons”, che coinvolgerà autori di riferimento come Margaret Weis, Tracy Hickman, Luke Gygax e R.A. Salvatore nell’elaborazione di nuovi contenuti.
Cosa ne pensate dell’arrivo di World of Warcraft e Star Wars su Dungeons & Dragons? Siete favorevoli a questi crossover o temete che il gioco originale possa perdere la sua identità?




























