Il governatore del Texas, Greg Abbott, ha ordinato una revisione dettagliata per tutti i nuovi progetti di data center prima che possano collegarsi alla rete elettrica dello Stato. La decisione nasce dalla crescente pressione infrastrutturale sollevata dall’espansione di queste strutture ad altissimo consumo, una questione al centro del dibattito globale sulla sostenibilità dei grandi centri di calcolo. Con richieste di connessione che superano di oltre cinque volte il picco storico di domanda della rete texana, le autorità intendo valutare rigorosamente l’impatto di ogni impianto prima di concedere l’autorizzazione.
- Il governatore Greg Abbott ha imposto verifiche su incentivi, consumi idrici, rumore e fabbisogno energetico dei nuovi data center.
- Le richieste di connessione alla rete gestita da ERCOT superano i 474 gigawatt, guidate per circa il 90% da centri dati.
- Il Texas si conferma il secondo mercato statunitense per presenza di data center, preceduto solo dalla Virginia.
Requisiti più stringenti per le nuove strutture
L’ordine direttivo è stato inviato alla Public Utility Commission of Texas (PUCT) e all’Electric Reliability Council of Texas (ERCOT), l’organismo responsabile della gestione della maggior parte della rete elettrica statale. Le verifiche sono state concepite per garantire la stabilità e l’affidabilità delle forniture energetiche destinate a cittadini e imprese.
I promotori dei nuovi data center dovranno presentare informazioni dettagliate sulla propria struttura finanziaria, sulle agevolazioni pubbliche ricevute, sui volumi e le fonti d’acqua previsti per il raffreddamento e sui piani per limitare i disturbi alla popolazione, inclusa la gestione del rumore.
Una domanda energetica spinta dai centri di calcolo
Attualmente, ERCOT sta analizzando richieste di connessione per un totale di oltre 474 gigawatt. L’ufficio del governatore ha evidenziato come circa il 90% di questo imponente volume derivi proprio dai progetti di nuovi data center. L’enorme incremento pianificato rischia di sovraccaricare la rete elettrica in modo impercettibile fino a pochi anni fa.
Secondo le analisi di settore, il Texas ospita già più di 500 centri dati tra impianti operativi e strutture in fase di sviluppo. Questa concentrazione lo rende il secondo mercato negli Stati Uniti dopo la Virginia, trasformando la gestione dell’energia in una sfida prioritaria per l’amministrazione statale.
Eccezioni operative e dibattito sulle infrastrutture
L’impatto delle nuove disposizioni non sarà tuttavia uniforme su tutto il territorio texano. Alcune aree, come la città di El Paso, si trovano al di fuori della giurisdizione di ERCOT, mentre diversi sviluppatori scelgono di realizzare impianti di generazione energetica in loco senza gravare sulla rete pubblica.
L’iniziativa del Texas si inserisce in un solco già tracciato da altre amministrazioni americane, come lo Stato di New York che ha approvato una moratoria sui centri dati, a testimonianza di una crescente cautela bipartisan nell’approvazione di progetti ad altissima intensità energetica.
Ritenete sia giusto porre vincoli all’espansione dei data center per tutelare le risorse energetiche locali? Condividete la vostra opinione nei commenti.




























