Eeman Farooqui, coordinatrice clinica di 24 anni residente a Buffalo, negli Stati Uniti, ha trasformato la propria routine quotidiana in una vera e propria maratona lavorativa. Dopo la scomparsa della nonna, la giovane ha deciso di abbandonare la carriera nella ricerca per diventare medico. Per accumulare i fondi necessari alle rette universitarie e a un eventuale trasferimento, Farooqui affianca al suo impiego principale a tempo pieno ben quattro lavori secondari, dormendo a stento cinque ore a notte. La sua giornata tipo inizia alle cinque del mattino tra turni clinici, ripetizioni, babysitting e consegne a domicilio.
- Eeman Farooqui lavora fino a 12 ore al giorno come coordinatrice clinica a Buffalo.
- Per finanziare la facoltà di medicina gestisce quattro ulteriori attività secondarie.
- La giovane dorme circa cinque ore a notte e fatica a mantenere i contatti con amici e familiari.
La svolta personale e la scelta di dedicarsi ai pazienti
Il cambiamento di prospettiva nella vita di Farooqui è avvenuto lo scorso anno, a seguito del decesso della nonna per un ictus mentre si trovava negli Stati Uniti per il suo matrimonio. Rimanere al suo fianco in ospedale ha segnato un punto di svolta decisivo per la sua carriera.
“Ho pensato che se fossi stata un medico avrei potuto capire meglio o fare qualcosa per aiutarla”, ha raccontato la ventiquattrenne, spiegando come da quel momento abbia maturato la decisione di abbandonare la ricerca in psicologia e neuroscienze per orientarsi verso la cura diretta dei pazienti. Da qui è nata l’esigenza di risparmiare per iscriversi a medicina e specializzarsi in salute femminile.
Un’agenda saturata da quattro attività secondarie
Negli Stati Uniti, l’accesso alle facoltà di medicina richiede risorse finanziarie notevoli, spingendo gli aspiranti studenti ad affrontare costi d’iscrizione elevati e spese di trasferimento. Per coprire le domande presentate in diversi atenei tra New York, New Jersey e Pennsylvania, il solo stipendio del lavoro principale non risultava sufficiente.
Nel suo impiego primario da coordinatrice clinica, la giovane lavora quattro giorni a settimana per circa 10 ore al giorno, che diventano spesso 12 con gli straordinari, garantendole un guadagno mensile tra i 4.500 e i 5.000 dollari (circa 4.100-4.600 euro). Per integrare queste entrate, Farooqui ha strutturato una fitta rete di impieghi secondari:
- Babysitting: svolto per tre bambini (due sorelle di 5 e 7 anni sullo spettro autistico e un bambino di 8 anni) per tre giorni a settimana, a una tariffa di 28 dollari all’ora (circa 26 euro).
- Tutoraggio universitario: 10 ore settimanali dedicate agli studenti di laurea magistrale dell’Università di Buffalo in biologia cellulare, biochimica e genetica, a 22 dollari all’ora (circa 20 euro).
- Assistenza medica su chiamata: turni flessibili il lunedì, suo giorno di riposo dal lavoro principale, a 25 dollari all’ora (circa 23 euro).
- Consegne DoorDash: circa quattro ore le sere di venerdì, sabato e domenica insieme al marito, con una media di 35 dollari all’ora (circa 32 euro).
Svolgere le consegne di cibo insieme al marito rappresenta per la giovane l’unico momento di svago condiviso durante l’intera settimana.
I costi personali del rischio di esaurimento fisico
A questo programma già saturo si sono aggiunti di recente i corsi propedeutici per la facoltà di medicina, frequentati due volte a settimana subito dopo il lavoro principale. Un ritmo così serrato comporta inevitabilmente conseguenze sul piano fisico e sociale.
“La parte più difficile di questo stile di vita è gestire il burnout”, ammette Farooqui, sottolineando come la mancanza di riposo la lasci costantemente affaticata. Dormire circa cinque ore a notte e non riuscire a frequentare amici o genitori, pur vivendo a pochi minuti di distanza, è un prezzo alto da pagare. “So che non è salutare, ma non posso lamentarmene perché è una scelta che ho fatto io stessa”.
Nonostante la stanchezza cronica, la giovane riconosce che questa routine non sarà sostenibile una volta iniziato il percorso effettivo nella scuola di medicina.
Tuttavia, l’esperienza le ha insegnato una forte disciplina quotidiana. “L’unica motivazione per fare tutto questo è risparmiare per la facoltà di medicina. Il mio sogno di diventare medico mi fa andare avanti”, ha concluso.
Cosa ne pensate dei sacrifici personali ed economici necessari per raggiungere i propri obiettivi di carriera? Raccontate la vostra esperienza nei commenti.




























