Emerso come uno dei nomi più seguiti della scena indie-folk internazionale grazie al successo dell’album Stick Season e al recente primo posto in classifica con The Great Divide, il cantautore ventinovenne Noah Kahan ha espresso una dura presa di posizione contro Donald Trump. L’artista originario del Vermont ha contestato pubblicamente l’amministrazione statunitense per l’impiego non autorizzato del suo brano “American Cars” nei video social diffusi dalla Casa Bianca durante una visita del presidente presso uno stabilimento della General Motors in Michigan.
- Noah Kahan ha criticato l’uso del brano “American Cars” nei video promozionali della Casa Bianca.
- L’audio della canzone è stato disattivato su Instagram, ma risulta ancora presente su TikTok.
- Anche il coautore Noah Levine e altre popstar come Katy Perry hanno espresso sdegno per l’impiego politico delle proprie canzoni.
Lo scontro via social e la risposta dell’artista
L’episodio si è verificato in seguito alla pubblicazione di alcuni filmati condivisi sugli account ufficiali della Casa Bianca per documentare la presenza di Trump tra i lavoratori del settore automobilistico. Sollecitato dalle segnalazioni dei fan nei commenti, Kahan è intervenuto direttamente su Instagram dichiarando che non avrebbe mai approvato l’utilizzo della propria musica a sostegno del presidente o della sua amministrazione.
Ancora più diretto è stato il commento di Noah Levine, coautore della canzone insieme a Kahan, che si è scagliato contro il presidente lasciando a sua volta un messaggio di forte disapprovazione sotto il post.
Dopo la contestazione pubblica dell’artista, l’audio del contenuto è stato disattivato su Instagram, dove le funzionalità della piattaforma consentono di apportare modifiche sonore ai post pubblicati. Il brano è tuttavia rimasto udibile nel filmato diffuso sul canale TikTok della Casa Bianca.
La lunga lista di musicisti in rotta con la politica
La vicenda che coinvolge Kahan si inserisce in una dinamica ben nota nel panorama politico americano. Gli eventi dal vivo utilizzano tradizionalmente licenze cumulative gestite dalle società dei diritti d’autore, ma la pubblicazione di canzoni sui canali social istituzionali o di campagna elettorale solleva spesso accese controversie etiche e legali tra artisti e staff politici.
Negli stessi giorni, la cantante Katy Perry ha espresso forte contrarietà per l’impiego della sua traccia “Firework” in un video su TikTok associato a immagini di operazioni militari. In precedenza, anche Ariana Grande si era pronunciata negativamente dopo l’uso del brano “Bye” in un filmato legato ad arresti condotti dall’agenzia ICE, unendosi a una lunga lista di interpreti — tra cui Celine Dion, Neil Young e i Rolling Stones — che hanno criticato l’uso improprio delle loro opere.
Dalle esibizioni nei club ai grandi stadi
La protesta giunge in un momento di grande visibilità per la carriera di Kahan. Il musicista ha vissuto un’ascesa rapida che lo ha portato dai piccoli club ai concerti sold out nei grandi stadi americani, culminata di recente con quattro date registrate al Fenway Park di Boston e il debutto in vetta alla classifica Billboard 200 con il suo ultimo album.
Cosa ne pensate dell’uso di brani musicali da parte di figure politiche senza il consenso preventivo degli autori? Ritenete sia giusto che gli artisti possano porre il veto? Condividete la vostra opinione nei commenti.




























