La New York University e la piattaforma medica IQ Doctor hanno analizzato l’impatto dei viaggi aerei sui minori, sfatando alcuni dei miti più diffusi tra le famiglie. Julissa Baez, pediatra e docente clinica presso l’ateneo newyorkese, insieme a Omar El-Gohary, amministratore delegato e responsabile farmacista di IQ Doctor, spiegano che considerare i voli notturni come la soluzione migliore per tutti i bambini è un errore diffuso. L’orario di decollo ideale varia in modo sostanziale con l’età dei piccoli passeggeri e con la direzione della rotta.
- Per i neonati fino a due anni le partenze migliori sono quelle del mattino tra le 6:00 e le 9:00.
- I voli notturni risultano efficaci soprattutto per bambini dai 5 anni in su e per gli adolescenti.
- Le rotte verso est generano un impatto da jet lag più accentuato rispetto a quelle verso ovest.
Le fasce d’età guidano la scelta del decollo
Per i neonati da 0 a 2 anni, la fascia oraria raccomandata per il decollo è quella compresa tra le 6:00 e le 9:00 del mattino, arco di tempo in cui i piccolissimi dormono in modo naturale ed evitano la disruption della routine serale. El-Gohary evidenzia come l’imbarco al mattino tolga la pressione di dover far dormire il bambino a comando in aereo.
Un neonato che si rifiuta di dormire durante un volo notturno può costringere i genitori ad affrontare oltre dieci ore di sovrastimolazione, pianti ed sfinimento in uno spazio ristretto.
Tra le raccomandazioni pratiche per i più piccoli figurano l’alimentazione durante decollo e atterraggio per gestire la pressione alle orecchie, l’uso di un giocattolo nuovo come distrazione e l’evitare di arrivare in aeroporto con eccessivo anticipo.
Per i bambini tra i 2 e i 4 anni, gli esperti suggeriscono invece partenze tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio. Questa finestra consente ai piccoli di muoversi e stancarsi in aeroporto prima dell’imbarco, arrivando a bordo pronti per riposare e riducendo il rischio di crisi emotive da sfinimento.
Voli serali per l’età scolare e gli adolescenti
Attorno all’inizio dell’età scolare l’orologio biologico inizia a maturare. Per la fascia tra i 5 e i 12 anni, l’orario ideale per i voli a lungo raggio diventa quello compreso tra le 18:00 e le 22:00. A questa età i bambini comprendono meglio il contesto del viaggio e tollerano piccoli ritardi nell’andare a dormire. Gli esperti raccomandano di regolare gli orari di sonno già due o tre giorni prima del volo e di mantenere bassa la luminosità degli schermi a bordo.
Per i ragazzi dai 13 ai 18 anni, i cui ritmi biologici sono naturalmente spostati più avanti nella serata, le partenze ideali si collocano tra le 20:00 e le 23:00. Gli adolescenti si adattano meglio ai voli notturni, ma occorre prestare attenzione a sintomi di jet lag meno evidenti come irritabilità, mal di testa e calo di motivazione, limitando la caffeina e l’uso dei dispositivi elettronici.
Rotta e gestione della luce per ridurre il jet lag
Oltre all’orario di partenza, la direzione del volo gioca un ruolo determinante nell’insorgenza della stanchezza da fuso orario. Spostarsi verso est, ad esempio dagli Emirati Arabi Uniti all’Australia, risulta generalmente più gravoso per i bambini rispetto ai viaggi verso ovest, come le tratte dirette verso l’Europa o gli Stati Uniti.
Questo implica che orientare le prenotazioni aeree in funzione dell’orologio circadiano dei propri figli permette di prevenire lo stress da viaggio e di velocizzare l’adattamento nella destinazione finale.
L’esposizione strategica alla luce naturale dopo lo sbarco e il mantenimento dei consueti riposini pomeridiani rimangono strumenti essenziali per riallineare i ritmi biologici dei più giovani durante le vacanze.
Avete mai affrontato voli a lungo raggio con i vostri figli? Quali strategie o orari si sono rivelati più efficaci per la vostra famiglia? Condividete le vostre esperienze nei commenti.




























