Una vasta serie di incendi sta devastando diverse regioni dell’Europa meridionale, alimentata da temperature che sfiorano o superano i 40 gradi Celsius. Le fiamme hanno costretto le autorità di Francia, Italia e Spagna a ordinare l’evacuazione cautelativa di migliaia di residenti e turisti. La situazione appare particolarmente complessa nelle zone boschive e costiere, dove le elevate temperature e i venti secchi rendono ardue le operazioni di contenimento. Finora, nel corso del 2026, la superficie del territorio europeo percorsa dal fuoco ha già superato la media annuale degli ultimi vent’anni.
- Quasi 12.000 persone sono state evacuate nel sud-ovest della Francia; due vigili del fuoco hanno perso la vita vicino all’aeroporto di Bordeaux.
- In Italia, la Sicilia e la Calabria affrontano decine di roghi attivi, con oltre 100 sfollati nell’Agrigentino e interventi a tutela di strutture critiche.
- In Spagna, il premier Pedro Sánchez ha visitato le aree colpite nel Guadalajara, dove sono stati evacuati più di 30 villaggi.
Emergenza e evacuazioni nel sud-ovest della Francia
Nel dipartimento francese della Gironda, nell’area del bacino di Arcachon e a nord di Cap Ferret, le autorità hanno evacuato in via precauzionale circa 7.000 persone, portando il totale degli sfollati nella zona a quasi 12.000, in maggioranza turisti presenti nei campeggi. Il rogo divampato a Le Porge ha distrutto circa 2.000 ettari di foresta di pini, arrivando a generare fiamme alte dieci metri. Secondo quanto riferito dal sindaco Martial Zaninetti, l’incendio potrebbe essere stato innescato accidentalmente da un macchinario per il decespugliamento, un’ipotesi attualmente al vaglio delle forze dell’ordine.
La lotta agli incendi in territorio francese è stata segnata anche dalla tragedia: due vigili del fuoco hanno perso la vita mentre operavano nei pressi dell’aeroporto di Bordeaux.
Altre emergenze si registrano nel dipartimento del Var, dove un rogo nei pressi di Les Arcs ha incenerito circa 200 ettari distruggendo alcune abitazioni e veicoli, portando all’evacuazione di parti di Cotignac e Sillans-la-Cascade. Le autorità meteorologiche locali, come Météo-France, prevedono il permanere di temperature superiori ai 40°C nelle aree interessate.
La Sicilia e la Calabria contrastano decine di focolai
In Italia, la situazione è particolarmente critica nelle regioni meridionali. In Sicilia sono circa 6.000 i soccorritori impegnati tra vigili del fuoco, guardie forestali e protezione civile. Nonostante il continuo impiego di velivoli antincendio, il presidente della Regione Renato Schifani ha confermato la presenza di circa 50 roghi ancora attivi.
Nel territorio di Santo Stefano di Quisquina, in provincia di Agrigento, oltre 100 persone sono state evacuate dalle zone di Canfuto e Bosco su decisione del sindaco Francesco Cacciatore. L’avanzata delle fiamme, spinta dai venti di scirocco, ha minacciato infrastrutture sensibili tra cui la clinica Ignazio Attardi (dotata di un deposito di ossigueno), un distributore di carburante e una fabbrica di fuochi d’artificio, costringendo l’ANAS a chiudere un tratto della strada statale “Corleonese Agrigentina”. Un altro rogo ha interessato il parco dell’Addolorata, distruggendo ampie porzioni di macchia mediterranea.
Parallelamente, in Calabria sono stati registrati oltre 160 incendi. Le autorità locali hanno denunciato atti dolosi, segnalando l’uso di stracci imbevuti di liquido infiammabile legati alle code di gatti randagi per propagare il fuoco nelle aree rurali.
La situazione in Spagna e le implicazioni per la prevenzione
Anche la Spagna registra ingenti danni. Le autorità hanno disposto evacuazioni nei quartieri periferici di Toledo, mentre nella provincia di Guadalajara più di 30 villaggi sono stati sgomberati. Il presidente del governo Pedro Sánchez, in visita nelle aree colpite, ha ribadito come l’impatto climatico stia distruggendo risorse nelle comunità locali.
Dal punto di vista operativo, la gestione di eventi incendiari di questa portata evidenzia come le prolungate ondate di calore riducano drasticamente l’umidità della vegetazione. Per le amministrazioni locali, la necessità di coordinare evacuazioni di massa e proteggere contemporaneamente snodi viari, impianti industriali e presidi sanitari rappresenta una sollecitazione complessa sui sistemi di emergenza e di protezione civile.




















