Al vertice della FIFA, l’organizzazione internazionale che governa il calcio mondiale e ne gestisce le competizioni globali, la leadership di Gianni Infantino sta affrontando una profonda spaccatura interna. Infantino, alla guida dell’istituzione, ha subito la perdita del sostegno di uno dei dirigenti di maggior rilievo del proprio esecutivo. Sandor Csanyi, presidente della Federcalcio ungherese e uno degli otto vicepresidenti della FIFA, ha comunicato ufficialmente in una lettera di aver ritirato la propria fiducia al presidente. La decisione giunge al termine di settimane di forti tensioni sulla gestione finanziaria e politica della federazione.
- Il vicepresidente FIFA Sandor Csanyi ha ritirato il sostegno al presidente Gianni Infantino per perdita di fiducia.
- La contestazione nasce dal piano di cedere il 23% della gestione commerciale dei Mondiali a investitori privati.
- A far precipitare la situazione è stato il recente licenziamento del numero tre della FIFA, Kevin Lamour.
Il piano di privatizzazione dei Mondiali e il caso Lamour
All’origine della crisi governativa dell’organismo calcistico vi è la proposta, promossa da Infantino, di aprire ai capitali privati una quota delle entrate dei Mondiali. Il progetto prevedeva la creazione della società Fifa Forward Enterprise e la cessione a investitori esterni del 23% dell’entità incaricata di gestire i biglietti e i diritti commerciali dei tornei. L’iniziativa ha incontrato un’immediata opposizione da parte delle principali confederazioni regionali: la UEFA è arrivata a ipotizzare il boicottaggio, mentre obiezioni severe sono giunte anche da Concacaf e AFC.
A seguito delle proteste, la FIFA ha dovuto effettuare un passo indietro. Il 6 agosto, durante una riunione d’emergenza tenutasi a Rabat, la federazione ha ammesso gli errori commessi nella gestione del progetto, pur tentando di compattare la dirigenza attorno al presidente con una nota di sostegno del Management Board. Tuttavia, l’equilibrio fragile si è spezzato definitivamente lunedì con la rimozione di Kevin Lamour, numero tre dell’organizzazione, che due settimane prima si era espresso contro il piano commerciale. Nella sua lettera, Csanyi ha citato proprio l’improvvisa espulsione di Lamour come il punto di non ritorno che ha distrutto il rapporto di fiducia.
L’opposizione delle federazioni europee in vista del 2027
La revoca della fiducia da parte di Csanyi trasforma il malcontento sul piano commerciale in una crisi politica formale che minaccia la ricandidatura di Infantino alle elezioni FIFA del 2027.
Il fronte dell’opposizione istituzionale si stava già allargando prima della decisione del vicepresidente ungherese. Il 18 agosto la Scozia ha reso noto che non voterà per Infantino al prossimo congresso elettivo, allineandosi alle posizioni già assunte dalle federazioni di Inghilterra, Repubblica d’Irlanda e Galles. Le federazioni britanniche chiedono una svolta sostanziale nella trasparenza e nei processi di governance della federazione internazionale.
La mobilitazione dei tifosi con la petizione per le dimissioni
Le contestazioni nei confronti della presidenza non si limitano ai palazzi del potere calcistico, ma vedono il coinvolgimento diretto delle rappresentanze dei sostenitori. Diverse organizzazioni internazionali, tra cui Football Supporters Europe, Football Supporters Africa e l’Independent Supporters Council nordamericano, insieme a circa 40 gruppi nazionali, hanno promosso una petizione accompagnata dall’hashtag #InfantinOut per chiedere le dimissioni del presidente.
Nel documento formale, il tentativo di aprire alle vendite private i profitti futuri della Coppa del Mondo viene descritto come un atto inaccettabile. I promotori muovono accuse dirette alla presidenza, contestando la concentrazione del potere decisionale, l’opacità dei processi, la mancanza di responsabilità e la gestione d’immagine. Sebbene Infantino abbia finora respinto ogni ipotesi di dimissioni, il progressivo sgretolamento della sua rete di alleanze rende la gestione del calcio mondiale sempre più complessa.
Ritenete che le recenti tensioni tra i vertici e le proteste dei tifosi porteranno a un effettivo cambio di governance nella FIFA? Lasciate il vostro commento per condividere la vostra opinione.































