Il prezzo medio della benzina in modalità self-service lungo la rete stradale ordinaria ha nuovamente superato la soglia psicologica dei 2 euro al litro, attestandosi a 2,002 euro, mentre il gasolio è salito a 2,116 euro al litro. A certificarlo sono le rilevazioni dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). Sulla rete autostradale i listini risultano ancora più elevati, con la benzina arrivata a 2,077 euro e il diesel a 2,186 euro al litro. L’impennata porta il costo della verde ai massimi da settembre 2023.
- La benzina al self-service sulla rete stradale nazionale è salita a una media di 2,002 euro al litro, mentre il diesel ha toccato i 2,116 euro.
- Sulle autostrade i distributori segnano in media 2,077 euro per la benzina e 2,186 euro per il gasolio.
- Il prezzo della verde raggiunge i livelli più alti da settembre 2023, trainato dal rialzo del greggio con il Brent a 93 dollari al barile.
- Le associazioni dei consumatori sollecitano il governo a prorogare ed estendere il taglio delle accise prima delle scadenze di agosto.
Le tensioni internazionali spingono le quotazioni del greggio
Il rialzo osservato ai distributori si inserisce in un quadro di spinta sui mercati energetici internazionali. Le quotazioni del petrolio hanno infatti registrato una tendenza al rialzo, con il greggio Wti salito a 86 dollari al barile e il Brent arrivato a 93 dollari. A infiammare i prezzi sono soprattutto le incertezze geopolitiche legate all’area mediorientale e le tensioni lungo le rotte commerciali dello stretto di Hormuz.
In Italia, la struttura di prezzo dei carburanti è storicamente caratterizzata da un’elevata incidenza fiscale composta da IVA e accise fisso-proporzionali. A differenza della primavera del 2022, quando l’esecutivo fu costretto ad azionare uno sconto generalizzato di fronte al picco straordinario di 2,2 euro al litro causato dall’inizio del conflitto in Ucraina, sulla benzina non è attualmente previsto alcun alleggerimento d’imposta.
Il nodo delle accise e la pressione sui bilanci familiari
L’unico intervento fiscale attivo riguarda la riduzione temporanea sulle accise del gasolio, una misura in scadenza a fine agosto che non ha comunque impedito al diesel di continuare a salire.
L’assenza di paracadute per la benzina e l’imminente scadenza del sostegno sul diesel hanno riacceso il dibattito sulle contromisure pubbliche. L’Unione Nazionale Consumatori ha sollecitato il governo a intervenire prima del 24 agosto, proponendo di ampliare il taglio delle accise sul gasolio da 14 a 30 centesimi e di introdurre un abbattimento di 15 centesimi anche sulla benzina, per riportare i prezzi autostradali attorno a 1,9 euro al litro.
Anche il Codacons sottolinea la pesantezza dei listini sul controesodo estivo, stimando che l’incremento dei prezzi abbia comportato una spesa aggiuntiva per i rifornimenti di 782 milioni di euro a luglio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Per l’associazione, l’aggravio complessivo sul bimestre luglio-agosto rischia di avvicinarsi a 1,8 miliardi di euro, rendendo prioritaria l’estensione delle agevolazioni anche alla benzina, carburante che alimenta oltre 17 milioni di automobili circolanti nel Paese.
Qual è la vostra esperienza con i prezzi del carburante in questi giorni di rientro? Ritenete indispensabile un nuovo taglio delle accise da parte del governo? Lasciate un commento per dire la vostra.































