L’Etna torna a mostrare una nuova e intensa fase di attività esplosiva al cratere Voragine, accompagnata da un netto e progressivo incremento del tremore vulcanico. A rilevarlo è il sistema di monitoraggio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) attraverso l’Osservatorio Etneo di Catania, che segue la risalita dell’energia all’interno dei condotti magmatici della struttura. Nonostante la ripresa dei fenomeni sismici ed eruttivi in quota, il bollettino di allerta per l’aviazione civile, il Volcano Observatory Notice for Aviation (VONA), rimane per ora confermato sul livello arancione.
- L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia segnala un incremento del tremore sismico verso valori alti.
- Registrata la ripresa dell’attività stromboliana alla Voragine e l’emissione di cenere dal cratere di Nord-Est.
- Il codice di allerta VONA per il traffico aereo rimane attualmente impostato sul livello arancione.
I bollettini dell’Osservatorio etneo descrivono l’escalation
Secondo le comunicazioni ufficiali diffuse dall’Osservatorio etneo dell’INGV, sul vulcano “prosegue l’attività effusiva dalle bocche a quota 2.750 e 1.990 metri sul livello del mare”. I rilevamenti condotti dagli esperti indicano inoltre che “il fronte più avanzato dei flussi lavici si attesta a una quota di 1.395 metri, tra Rocca delle Palombe e Rocca Musarra”.
Nel corso della giornata si sono verificate diverse manifestazioni al vertice del vulcano. Tra le 09:40 e le 12:40 il cratere di Nord-Est ha prodotto esplosioni di breve durata con la formazione di un pennacchio disperso verso sud-est.
Nelle ore successive, l’INGV ha confermato che “alle ore 18:22 è ripresa l’attività stromboliana al cratere della Voragine”, seguita da un’intensificazione nell’emissione di cenere dal cratere di Nord-Est a partire dalle 18:45.
Il quadro sismico mostra un aumento dell’energia magmatica
L’andamento sismico ha mostrato variazioni chiare nel corso delle ore. Dopo un periodo caratterizzato da ampie oscillazioni dell’ampiezza media del tremore tra valori bassi e medi, il segnale ha registrato una marcata impennata. L’INGV nota infatti che “nelle ultime ore l’incremento è stato sempre più marcato e dalle 18 circa l’ampiezza del tremore è passata dall’intervallo dei valori medi a quelli alti”.
Le sorgenti del tremore vulcanico risultano localizzate nell’area compresa tra il cratere di Nord-Est e la Voragine, a una quota compresa tra i 2.800 e i 3.000 metri sopra il livello del mare. Nello stesso intervallo temporale è stato registrato anche un incremento nel numero degli eventi infrasonici, con ampiezze contenute ma in evidente crescita.
L’impatto sulla navigazione aerea e il ruolo del codice VONA
Il codice VONA rappresenta lo standard internazionale utilizzato dai centri di monitoraggio vulcanico per comunicare tempestivamente alle autorità aeronautiche il grado di pericolosità delle ceneri in atmosfera. Il livello arancione indica un’attività eruttiva in corso o imminente con emissioni di cenere limitate, ed è la condizione che al momento consente la regolare operatività dello scalo di Catania-Fontanarossa.
La struttura aeroportuale era tornata pienamente operativa con la riapertura dei settori C1 e B3 disposta dalla società di gestione SAC, dopo uno stop prolungato causato dalle precedenti fasi eruttive. Tale interruzione aveva determinato la cancellazione o il dirottamento di oltre 700 voli verso gli aeroporti di Palermo e Comiso, coinvolgendo circa 40mila passeggeri al giorno. L’eventuale passaggio dell’allerta al livello rosso reintrodurrebbe restrizioni operative sullo spazio aereo dell’area etnea.
Siete in viaggio da o per la Sicilia? Avete subito ritardi o variazioni nei vostri spostamenti a causa dell’attività dell’Etna? Condividete la vostra esperienza nei commenti.































