La capitale ucraina affronterà una giornata di lutto cittadino indetta dal sindaco Vitali Klitschko per la giornata di venerdì, all’indomani di un devastante attacco missilistico russo che ha provocato la morte di almeno 12 persone e il ferimento di oltre 30 civili a Kiev e nelle zone limitrofe. L’offensiva notturna, condotta con una combinazione di missili balistici, missili da crociera e droni, ha colpito diversi quartieri della città, causando ingenti danni a strutture sanitarie e complessi residenziali. L’intensità dei raid ha costretto i Paesi confinanti della Nato, tra cui Polonia e Romania, ad attivare le proprie difese aeree.
- Il bilancio provvisorio dell’attacco su Kiev è di almeno 12 morti e più di 30 feriti.
- Colpiti un ospedale pediatrico e diversi edifici abitativi nel distretto di Solomianskyi.
- I Paesi Nato limitrofi hanno fatto decollare i caccia e innalzato il livello di allerta aerea.
I missili russi colpiscono quartieri residenziali e strutture sanitarie
La ricostruzione dei raid indica che le forze russe hanno sferrato l’attacco durante le ore notturne, prendendo di mira differenti punti della capitale ucraina. Nel distretto di Solomianskyi si sono registrati i danni più gravi: gli ultimi piani di un palazzo residenziale di nove piani sono crollati a seguito di un incendio, provocando la morte di sette persone.
Tra le strutture colpite figura anche un ospedale pediatrico, dove l’esplosione ha infranto le finestre e scatenato un incendio all’interno del complesso sanitario.
Nel medesimo quartiere, le squadre di soccorso sono intervenute per estrarre alcune persone rimaste intrappolate all’interno di un rifugio. Le autorità locali hanno inoltre segnalato interruzioni nella fornitura elettrica nei quartieri di Sviatoshynsky e Solomianskyi, oltre a danni a magazzini e strutture non residenziali nel distretto di Darnytsky. Il presidente Volodymyr Zelensky ha confermato che i raid russi hanno preso di mira anche le infrastrutture del gas nella regione settentrionale di Chernihiv e un valico di frontiera con la Moldavia nella regione di Odesa.
Reazione dei Paesi Nato e controoffensiva con droni
Il Ministero della Difesa russo ha sostenuto di aver preso di mira impianti per la produzione di componenti per droni, depositi militari e hub logistici. Tuttavia, l’ampiezza dell’operazione ha avuto immediate ripercussioni sulla sicurezza dell’Europa orientale. Il comando militare polacco ha disposto il decollo dei propri velivoli e l’attivazione dei sistemi radar e di difesa di terra lungo il confine con l’Ucraina.
In Romania, i sistemi radar hanno rilevato bersagli aerei vicino alla frontiera, spingendo al decollo due caccia spagnoli impegnati in missioni Nato e un elicottero militare rumeno. Un drone è entrato nello spazio aereo rumeno nei pressi di Galati prima di schiantarsi in un’area disabitata della contea di Tulcea. Anche lo spazio aereo della Moldavia è stato attraversato da un drone durante le medesime operazioni.
Parallelamente, la Russia ha denunciato un attacco di droni ucraini diretti verso il proprio territorio. Il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, ha reso noto che tra la notte e la mattina sono stati rilevati circa 250 droni diretti verso la regione della capitale, 28 dei quali sono stati abbattuti nella regione moscovita.
Riorganizzazione politica e inchieste anticorruzione a Kiev
Negli scontri ad alta intensità, la capacità di garantire la copertura dei sistemi di difesa aerea rimane un fattore critico per la tutela della popolazione e delle infrastrutture strategiche. In Ucraina, la carenza di intercettori per missili balistici rappresenta una vulnerabilità complessa nei momenti di picco degli attacchi.
L’escalation militare coincide con importanti sviluppi politici interni a Kiev. L’Ufficio nazionale anticorruzione ucraino (NABU) ha avviato un’indagine su una presunta rete criminale, condotta che ha portato al licenziamento immediato della vice capo dell’Ufficio presidenziale Iryna Mudra e al coinvolgimento del deputato Vadym Stolar. Nel contempo, il Parlamento ucraino ha ratificato la nomina di Khmara a ministro della Difesa, mentre il suo predecessore Fedorov ha chiesto il ricorso alle consultazioni elettorali.































