Soltanto il 40% delle strutture sanitarie a livello globale dispone di servizi igienici che soddisfano gli standard essenziali per pazienti e personale. È il dato centrale emerso dal primo studio con stime globali pubblicato congiuntamente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’UNICEF, riferito alle rilevazioni del 2025. Il quadro evidenzia carenze diffuse nelle infrastrutture mediche: l’11% dei centri sanitari nel mondo non offre alcun servizio igienico, una condizione che interessa direttamente circa 936 milioni di persone.
- A livello globale, solo quattro strutture sanitarie su dieci dispongono di bagni a norma e accessibili.
- Un centro medico su dieci (11%) è del tutto privo di servizi igienici, per un bacino di 936 milioni di persone.
- Nelle nazioni meno sviluppate, appena il 24% delle strutture rispetta i criteri minimi di pulizia ambientale.
Solo quattro strutture su dieci garantiscono servizi igienici minimi
I criteri definiti dalle agenzie delle Nazioni Unite per stabilire la presenza di un servizio igienico di base prevedono bagni effettivamente utilizzabili, tra cui almeno uno riservato al personale sanitario, uno diviso per sesso dotato di presidi per l’igiene mestruale e almeno uno accessibile alle persone con disabilità motorie. L’analisi, che si basa su dati raccolti in 70 Paesi, mostra profonde differenze geografiche: nell’Africa subsahariana soltanto il 23% delle strutture offre questi servizi, mentre nell’Asia centrale e meridionale la percentuale raggiunge il 55%.
Disporre di bagni funzionali, divisi per sesso e accessibili anche a chi ha ridotta mobilità non è un semplice elemento di comfort, ma un requisito indispensabile per prevenire le infezioni nelle strutture di cura.
La pulizia ambientale e la gestione dei rifiuti rimangono insufficienti
Oltre ai servizi igienici, il rapporto ha stimato l’accesso all’acqua, alle pratiche d’igiene, alla pulizia ambientale e alla gestione dei rifiuti sanitari. L’85% delle strutture dispone di servizi idrici di base, il 72% garantisce servizi essenziali di igiene e il 71% rispetta le norme basilari per lo smaltimento dei rifiuti medici. Tuttavia, la pulizia ambientale — che richiede la presenza sia di protocolli definiti sia di personale addestrato — risulta adeguata solo nel 59% dei centri analizzati (su dati provenienti da 54 Paesi).
Questo implica che un’ampia porzione della rete sanitaria globale opera in condizioni di potenziale rischio per la sicurezza dei pazienti. Il 18% delle strutture sanitarie, frequentate da circa 1,5 miliardi di persone, non rispetta infatti nessuno dei due parametri richiesti per la pulizia e la sanificazione degli ambienti.
Le sfide prioritarie per i Paesi meno sviluppati
La situazione si presenta ancora più critica nei Paesi meno sviluppati, dove gli standard minimi di pulizia ambientale vengono soddisfatti da appena il 24% dei centri sanitari. La mancanza di personale qualificato o di procedure codificate rappresenta un ostacolo concreto al contenimento dei rischi infettivi.
Per i lettori e i sistemi sanitari delle nazioni avanzate, in cui l’accesso ad acqua e bagni a norma è considerato un elemento scontato, le rilevazioni dell’ONU evidenziano quanto le basi della prevenzione sanitaria rimangano incomplete a livello globale. Garantire infrastrutture igieniche essenziali resta una precondizione fondamentale per l’efficacia dei programmi di salute pubblica mondiale e per la sicurezza sanitaria collettiva.
Qual è la vostra opinione sull’importanza degli investimenti internazionali nell’infrastruttura igienica degli ospedali? Ritenete che la salute globale debba partire dai servizi essenziali?































